Una Storia di Resilienza, Introduzione

Una Storia di Resilienza, Introduzione

Ciao, mi chiamo Laura e vi voglio iniziare a raccontare qualcosina di me, della mia vita, per testimoniare cosa possa volere dire nei fatti essere una persona resiliente.

Nel 2009 ho avuto una emorragia cerebrale, ma prima dei 30 anni avevo già subito tre craniotomie, che fortuna vero?

Per i primi due anni mi sono svegliata la mattina senza sapere come arrivare alla sera. Mi sentivo inutile e patetica. Pensavo di essermi lasciata la vita alle spalle. Per una donna di 28 anni, vi sembra un pensiero giusto e normale? Io credo che non lo sia.

ll percorso di riacquisizione della mia indipendenza ed autonomia è stato lungo. Mi sembrava di essere agli arresti domiciliari, con la piccola differenza di non avere commesso nessun reato.

Mi ricordo che mi feci un elenco in testa delle cose che mi sarebbero servite per uscirne:

1) un lavoro

2) una macchina

3) una casa

E adesso ci siamo quasi, faccio il lavoro per il quale ho studiato, ho preso la patente e da poco ho trovato la casa adatta alle mie esigenze. Cose normali che viste da una prospettiva differente vogliono dire libertà.

L’altra sera, per fare un esempio, dopo il lavoro, sono andata al cinema con una mia collega: fare questa semplice cosa, così banale per i più, per me, solo pochi anni fa, era come per una persona di duecento anni fa, pensare di andare sulla luna, inimmaginabile.

E sì, mi sono venute le lacrime!

Come la prima volta che mi sono accesa l’autoradio in macchina ed ho cantato a squarciagola una canzone stupida.

E come ho le lacrime anche adesso a ripensarci.

Resilient: una riabilitazione economicamente sostenibile

Resilient: una riabilitazione economicamente sostenibile

Viviamo anni di grandi trasformazioni, che riguardano anche i servizi alla persona.

Si pensi alla questione dei costi economici: nella storia del nostro sistema di welfare, i servizi sono stati sempre pagati quasi per intero dagli Enti Pubblici: Stato, Regioni, ASL, Comuni, eccetera. Oggi però non è più così, e in futuro ci si aspetta che tale tendenza vada via via accentuandosi.

Perché accade ciò? Naturalmente per ragioni macroeconomiche (difficili da analizzare in questa sede): il risanamento dei conti pubblici, la spending review, eccetera. 00008-mts-00_00_12_12-immagine001Ci sono poi motivazioni demografiche: le nostre società sono sempre più vecchie, e gli anziani che non lavorano più, e che necessitano di cure e di servizi sono molti, mentre i giovani che producono ricchezza lavorando sono sempre meno. Perciò cresce la domanda di servizi e diminuiscono le risorse per pagarli. Ma c’è anche una motivazione di ordine sanitario, a rendere il welfare sempre più oneroso. Ed è l’allungamento della vita dovuto al progresso della medicina, alla prevenzione, e alle sempre più potenti tecnologie assistive.

Un vecchio oggi supera agevolmente soglie di età che due generazioni fa erano impensabili, una persona colpita da Gravi Cerebrolesioni Acquisite sopravvive per decenni a traumi che un tempo avrebbero avuto esito mortale, patologie letali sono diventate croniche, eccetera. Ma vivere più a lungo in condizioni di malattia o disabilità significa anche avere bisogno di molti più servizi. E quei servizi vanno pagati. Per questo motivo, i modelli di previsione indicano che in futuro non sarà possibile mantenere il livello di servizi a cui siamo abituati se non troveremo forme di finanziamento alternative che si integrino con la spesa pubblica.

È possibile discutere a lungo sul fatto che questo sia un bene o un male, ma la realtà non cambia.

00024-mts-00_00_17_14-immagine001A Resilient Disabled ONLUS non interessano i lamenti, ma le soluzioni coraggiose. Perciò, pur credendo fortemente nell’importanza del servizio pubblico, si è deciso che i progetti riabilitativi non sarebbero gravati sui bilanci pubblici già in difficoltà, e avrebbero invece sfruttato canali innovativi e sostenibili. In che modo? Utilizzando il 5 per mille devoluto dai cittadini, ad esempio. O attraverso campagne di autofinanziamento. O grazie a donazioni liberali. E infine – se ne riparlerà presto – sfruttando lo strumento del crowd-funding, il finanziamento via internet che sta cambiando il modo di sostenere economicamente progetti nati dal basso. Si dice spesso che le difficoltà non devono scoraggiare. E’ così. Resilient sta cercando strade innovative per far crescere i progetti, e col vostro aiuto si è certi di riuscire a trovarle.

A bordo della Vacanza Possibile. RD Sardegna 2016, Giorno 12°

A bordo della Vacanza Possibile. RD Sardegna 2016, Giorno 12°

Ciao  a tutti.

Siamo arrivati alla fine del nostro Diario. Ci avete sostenuto tutti con tanta passione e volevamo dirvi grazie dal profondo del cuore, la vostra presenza è stata una grande motivazione per noi.

Grazie per i vostri commenti, le vostre condivisioni, per avere fatto circolare il nostro nome ed aver parlato di noi.

È stato un onore potere condividere con un pubblico così caloroso questa fatica.

Con il radioso sorriso di Laura finisce questo appuntamento quotidiano con Resilient Disabled.

Ringraziamo in ordine sparso Paolo Leidi, Laura Latini, Matteo Rebora, Cristina Corrias, Nadia Trevisi, Alessandro Violi, Alberto Cavagni, la vecchia Ghibla e il piccoloTotò, amici pelosi al seguito di ogni nostra iniziativa.

Grazie a chi continua a sostenerci.

Grazie alla Sardegna, terra magica che ci ha accolto, rivelandosi ospitale, accessibile e generosa, grazie al suo popolo, alla sua natura e alle sue tradizioni.

Grazie a tutte le persone che abbiamo incontrato, a chi ci ha fermato e ha voluto parlare con noi, a chi ci ha invitato a ballare.

Ci mancherai caro Diario, un particolare ringraziamento anche a te.

Resilient Disabled: il Futuro è di tutti

 

A bordo della Vacanza Possibile. RD Sardegna 2016, Giorno 11°

A bordo della Vacanza Possibile. RD Sardegna 2016, Giorno 11°

Se ne è andato anche l’undicesimo giorno.

Oggi è stato il giorno del bollito di pecora con la carne di Antonio Corrias, padre di Cristina e allevatore biologico di Bonarcado (OR). A questa famiglia dobbiamo un grande ringraziamento per averci nutrito con il loro vino, il loro formaggio e la loro verdura, oltre che per averci prestato la loro macchina senza la quale avremmo dovuto noleggiare un pulmino, con un costo non sostenibile per noi.

Cristina Corrias, la loro principessa, come la chiamano babbo e mamma, qui con noi, ha fatto la prima vacanza della sua vita da sola da quando si è ammalata. La fiducia che i suoi genitori hanno riposto nella nostra organizzazione è stata veramente tanta.

Cristina si è messa finalmente in gioco e ha avuto la possibilità di sperimentarsi come persona in un gruppo di pari. Ha tirato fuori le sue emozioni, si è fatta volere bene e ha mostrato il suo carattere combattivo. Il cammino che ha davanti è ancora lungo, ma con un po’ di impegno potrà raggiungere traguardi importanti come persona e come donna nel suo prossimo futuro.

Ci dispiace che ci sia un mare a dividerci, ma dopo questa bellissima esperienza, anche grazie all’aiuto di tutti voi che continuate a credere in questo progetto, si spera di potere realizzare al più presto un’altra spedizione in questa terra magnifica e ospitale che è la Sardegna.

Domani inizieremo i preparativi per il ritorno nel Continente.

Resilient: il Futuro è di tutti

 

A bordo della Vacanza Possibile. RD Sardegna 2016, Giorno 9°

A bordo della Vacanza Possibile. RD Sardegna 2016, Giorno 9°

(Pubblichiamo questo post con un po’ di ritardo per un vuoto di connessione nella giornata di ieri)

Buon fine giornata a tutti cari amici di RD . Pure oggi é trascorsa una sensazionale giornata di divertimento in Sardegna di noi ragazzi.

Piacere mi presento, l’autore di stasera è il vostro amico Paolo, un giovane ragazzo di Bergamo che ha subito un grave incidente la notte tra il 30 e il 31 dicembre del 2010. Purtroppo ho riportato delle lesioni celebrali nel lobo frontale, che mi portano ad esplodere quando vedo una cosa sbagliata fatta dagli altri. Grazie a queste persone ( agli operatori di RD, ndr) e anche alla vacanza sto imparando a trattenere il nervoso quando accade qualcosa a cui non mi va bene.

Oggi abbiamo trascorso l’intera giornata in spiaggia, pure il pranzo è avvenuto sulla spiaggia.

Oggi ho visto la nostra amica Cristina che nuotava come un pesciolino, veramente una cosa stupenda.

Poi nulla togliendo al sole che ci ha ravvivato il colore rosso dell’abbronzatura potremmo andare a rianimare il colore del semaforo.

Scusate le poche parole e brevi frasi ma quando si passano certe giornate divertenti, alla sera ti restano poche forze, solo quelle per infilarti sotto le lenzuola.