A bordo della Vacanza Possibile. RD Sardegna 2016, Giorno 3°

A bordo della Vacanza Possibile. RD Sardegna 2016, Giorno 3°

Buona notte a tutti!

Abbiamo appena finito di sparecchiare dopo una super grigliata con brindisi finale nel quale Matteo ha cercato a lungo di stappare una bottiglia di spumante.

<< Alla seconda volta che passiamo una vacanza insieme>>, ha detto il Resiliente Matteo, non senza qualche attimo di emozione.

Il 3°giorno di mare l’abbiamo passato a Mari Ermi e domani, se riusciremo ad alzarci sarà la volta di Putzu Idu, località cara ai surfisti.

Oggi è arrivato Alessandro che documenterà con un video le belle cose che stanno succedendo in questa super vacanza.

Non è stato facile scegliere la foto adatta a descrivere la giornata di oggi, quella che rappresentasse al meglio il Momento Meraviglioso della giornata.

La prima trasformazione si è compiuta, e il deambulatore di Laura è stato definitivamente riciclato come stendino. Potrebbe diventare una nuova moda lo stendino deambulatore, pensiamoci!

A domani, per il  piccolo, ma intenso diario a bordo di Una Vacanza Possibile.

Stay Tuned!!

Resilient Disabled: il Futuro è di tutti. Anche in vacanza.

 

Il diritto alla libera scelta per la persona con disabilità

Il diritto alla libera scelta per la persona con disabilità


La carenza dei servizi educativi e riabilitativi per la grave disabilità, è una problematica con un’origine culturale da rintracciare sul piano dell’
interpretazione della disabilità, ovvero del  significato che ha questa parola  per la maggior parte delle persone.

Spesso si pensa alla disabilità come a qualcosa da tenere a distanza di sicurezza dalla nostra sfera personale.  Si considera questo stato come risultante di un’ipotetica equazione, per la quale, se la disabilità viene immaginata come intrinsecamente triste, questo dovrà caratterizzare la vita delle persone disabili. Questa modalità di approccio fissa l’intera questione su un piano interpretativo legato al pregiudizio e non alla reale conoscenza del problema. 

La disabilità non è altro che il prodotto della difficoltà di interazione tra la persona e il suo ambiente di riferimento. Secondo questa interpretazione l’ambiente diventa il fattore che determina maggiormente la condizione debilitante della persona disabile. Un ambiente accogliente e privo di barriere architettoniche e culturali è funzionale al processo di autodeterminazione, inteso come diritto fondamentale, anche per una persona con disabilità in quanto le permette di fare scelte consapevoli.

Libertà di amare, di avere un lavoro, di muoversi, di viaggiare, di fare esperienze gratificanti e di scegliere il proprio percorso di vita.

Una persona su una carrozzina elettrica ci comunica un dato sensibile relativo alla sua condizione: noi siamo a conoscenza di un’informazione privata che va oltre la sua intenzione di metterci a conoscenza di questa. Sarà prima di tutto un disabile e solo in un secondo momento ci si accorgerà delle sue competenze o dei suoi limiti. È simpatico o no? È un individuo con il quale si potrebbero passare momenti arricchenti o con il quale ci si annoierebbe? Se lo si invitasse a cena riuscirebbe ad entrare in casa o andare in bagno?  

Resilient Disabled crede nella fondazione di un’educazione civica fondata sul diritto alla scelta per la persona disabile oltre il dato patologico. Non si intende negare il disagio derivato dalla condizione debilitante, ma si sottolinea quanto l’importanza  del vivere la quotidianità in un contesto motivante ed accogliente, possa migliorare la qualità della vita di chiunque, anche delle persone con disabilità congenita o acquisita, motoria e/o cognitiva. 

Praticare uno sport piuttosto che fare una vacanza, potere prendere un autobus o fare un lavoro gratificante, significa, per le persone con disabilità, essere artefici del proprio destino. In un ambiente strutturato in questo modo non esistono più i servizi per le persone disabili in quanto i servizi sono progettati per essere utilizzati da chiunque.

E in un mondo senza barriere ognuno riesce ad interagire con l’ambiente attuando scelte consapevoli.

In un mondo senza barriere esistono solo persone Resilienti, i disabili non esistono più. Il servizio con Resilient è sostenibile, riabilitativo e senza costi aggiuntivi per il Sistema Sanitario Nazionale.

Resilient Disabled: il futuro è di tutti

Resilient disabled, attività riabilitative

 

Vacanze per Disabili: con Resilient la Vela è Riabilitazione

Vacanze per Disabili: con Resilient la Vela è Riabilitazione

Resilient Disabled  (RD) , fin dalla sua costituzione, tiene in grande considerazione la vacanza riabilitativa quale strumento educativo attorno al quale costruire la maggior parte delle attività proposte.

Le vacanze riabilitative sono attività terapeutiche in grado di influenzare positivamente le difficoltà di interazione tra le persone con disabilità e l’ambiente che li circonda. Sono realizzate in luoghi accoglienti, facilmente raggiungibili e accessibili, ma anche belli, dove potere praticare un’attività particolarmente motivante e gratificante, apprendere cose nuove e mettersi in gioco divertendosi.

Avere consapevolezza dei propri miglioramenti per sentire di nuovo una voce dentro di sé che dice “ce la posso ancora fare, non è tutto finito” 

RD ha individuato nel corso di vela (da qui in avanti Sailing Campus) uno strumento potente dal punto di vista riabilitativo, educativo e socializzante.

Che cos’è un Sailing Campus?

Un Sailing Campus è corso di vela organizzato sullo sfondo di una vacanza da realizzare presso una scuola di vela accessibile che preveda  l’avviamento allo sport velico per persone con disabilità. In Italia iniziano ad esserci diverse realtà associative che organizzano moduli di questo tipo usando imbarcazioni progettate nella loro struttura per essere utilizzate anche da persone con importanti disabilità motorie:  Rs Venture Keel, Access 330, 2.4 sono alcuni esempi di questi natanti.

Questi corsi sono composti da una parte teorica in aula e da una pratica in barca. Il momento della teoria può rivelarsi un’importante strumento riabilitativo per stimolare il potenziamento della lettura e dell’apprendimento sovraordinato, anche negli esiti da lesione cerebrale, ma deve essere strutturata in una maniera adeguata alle difficoltà della persona sul piano della comprensione e dell’elaborazione dei nuovi concetti appresi. Il materiale didattico fornito da RD viene quindi opportunamente semplificato sia sul piano terminologico, che su quello dell’impostazione grafica in modo da risultare il più chiaro e semplice possibile.

L’esercitazione in acqua può essere, invece, un valido strumento per stimolare le funzioni esecutive, quelle cioè che richiedono l’attivazione simultanea di vari processi cognitivi differenti, come la capacità di prendere decisioni in maniera consapevole. In questo caso, per esempio, quale andatura scegliere in base alla direzione del vento o soltanto come gestire una situazione di difficoltà in mare.

La vela come sport in sé, inoltre, si presenta come una vera attività di gruppo  basata sulla fiducia nei confronti della figura di riferimento, in questo caso il “comandante”. Questa caratteristica strutturale può quindi aiutare le persone con disturbi di anosognosia ad abituarsi a non prendere decisioni affrettate e poco consapevoli oltre che suggerire loro l’importanza nel costruire un rapporto di alleanza terapeutica e fiducia con il proprio educatore o caregiver in genere. L’attività di gruppo inoltre permette di stimolare la socialità attraverso momenti di condivisione tra pari e nel riconoscimento dell’altro.

La vacanza come momento ricreativo assume quindi una valenza terapeutica contribuendo al miglioramento della qualità della vita anche per le persone con lesione cerebrale e per le loro famiglie.

Una qualità della vita migliore può permettere ad ognuno di ampliare le proprie esperienze in modo positivo per fornire ad ognuno gli stimoli necessari a superare anche le più importanti difficoltà.

Superare le difficoltà vuol dire essere persone resilienti, capaci di essere artefici del proprio futuro.

Resilient Disabled: Il futuro è di tutti