Una Storia di Resilienza, cap.6°

Una Storia di Resilienza, cap.6°

Si dice che non sia dato sapere quanto si sia forti finché l’unica possibilità che ci rimane non è quella di tirare fuori gli attributi.

Niente di più vero. Per quanto tu ti arrabbi tocca te e quello è solo il tuo momento. Nessuna scelta, nessuna alternativa. Testa bassa e andare. Nel mio caso ha voluto dire fisiotarapia a manetta.

Però intanto la tua vita è in ‘stand-by’, un fermo immagine del passato e di ciò che sarebbe potuto essere se le cose non fossero andate così.

E man mano migliori, fai dei piccoli passi verso la direzione giusta.

Dopo anni trovi un nuovo equilibrio, un nuovo modo di essere, di relazionarti col mondo sotto una campana di vetro.

Ma c’è il rischio di adattarti troppo bene alla vita che c’è sotto quella campana. La campana sono i limiti che ti sono stati imposti dai medici. Vero ho delle difficoltà che rimarranno a lungo, ma se non penso di poter cambiare, rischio di non essere più capace a vedere anche i più piccoli ostacoli, di cadere in quel fosso che c’è lì davanti a casa. E poi chi mi viene a riprendere?

Voglio portarvi un esempio, l’ultima vacanza che abbiamo fatto in Sardegna con RD è stata tutta improntata al superamento dei nostri limiti, quelli che ci siamo decisi di voler superare. Quindi succedeva che uscissimo al mattino per stare fuori tutto il giorno e che il mio deambulatore rimanesse casa, senza scelta.

Non è che Alberto e Nadia quando pensano che tu possa raggiungere un obiettivo ti lasciano tanto scegliere.

Infatti poi andava sempre tutto bene. Non cadevo e magari il giorno dopo me lo iniziavo a dimenticare io quel deambulatore a casa.

È così che l’ingranaggio fa uno scatto in avanti. Ecco la fiducia che avanza e quando torno a casa magari succede che mi trovo a mangiare un panino e poi al cinema con un’amicacon quell’ausilio chiuso e dimenticato nel portabagagli della mia auto.

Grazie a Resilient Disabled ho scoperto che la riabilitazione me la posso fare da sola, semplicemente riaprendomi alla vita, vivendomela in libertà.

 

 

 

 

This post was written by

Leave a Reply

Your email address will not be published. Required fields are marked *

You may use these HTML tags and attributes: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <strike> <strong>