Resilient: una riabilitazione economicamente sostenibile

Resilient: una riabilitazione economicamente sostenibile

Viviamo anni di grandi trasformazioni, che riguardano anche i servizi alla persona.

Si pensi alla questione dei costi economici: nella storia del nostro sistema di welfare, i servizi sono stati sempre pagati quasi per intero dagli Enti Pubblici: Stato, Regioni, ASL, Comuni, eccetera. Oggi però non è più così, e in futuro ci si aspetta che tale tendenza vada via via accentuandosi.

Perché accade ciò? Naturalmente per ragioni macroeconomiche (difficili da analizzare in questa sede): il risanamento dei conti pubblici, la spending review, eccetera. 00008-mts-00_00_12_12-immagine001Ci sono poi motivazioni demografiche: le nostre società sono sempre più vecchie, e gli anziani che non lavorano più, e che necessitano di cure e di servizi sono molti, mentre i giovani che producono ricchezza lavorando sono sempre meno. Perciò cresce la domanda di servizi e diminuiscono le risorse per pagarli. Ma c’è anche una motivazione di ordine sanitario, a rendere il welfare sempre più oneroso. Ed è l’allungamento della vita dovuto al progresso della medicina, alla prevenzione, e alle sempre più potenti tecnologie assistive.

Un vecchio oggi supera agevolmente soglie di età che due generazioni fa erano impensabili, una persona colpita da Gravi Cerebrolesioni Acquisite sopravvive per decenni a traumi che un tempo avrebbero avuto esito mortale, patologie letali sono diventate croniche, eccetera. Ma vivere più a lungo in condizioni di malattia o disabilità significa anche avere bisogno di molti più servizi. E quei servizi vanno pagati. Per questo motivo, i modelli di previsione indicano che in futuro non sarà possibile mantenere il livello di servizi a cui siamo abituati se non troveremo forme di finanziamento alternative che si integrino con la spesa pubblica.

È possibile discutere a lungo sul fatto che questo sia un bene o un male, ma la realtà non cambia.

00024-mts-00_00_17_14-immagine001A Resilient Disabled ONLUS non interessano i lamenti, ma le soluzioni coraggiose. Perciò, pur credendo fortemente nell’importanza del servizio pubblico, si è deciso che i progetti riabilitativi non sarebbero gravati sui bilanci pubblici già in difficoltà, e avrebbero invece sfruttato canali innovativi e sostenibili. In che modo? Utilizzando il 5 per mille devoluto dai cittadini, ad esempio. O attraverso campagne di autofinanziamento. O grazie a donazioni liberali. E infine – se ne riparlerà presto – sfruttando lo strumento del crowd-funding, il finanziamento via internet che sta cambiando il modo di sostenere economicamente progetti nati dal basso. Si dice spesso che le difficoltà non devono scoraggiare. E’ così. Resilient sta cercando strade innovative per far crescere i progetti, e col vostro aiuto si è certi di riuscire a trovarle.

This post was written by

Leave a Reply

Your email address will not be published. Required fields are marked *

You may use these HTML tags and attributes: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <strike> <strong>