Il diritto alla libera scelta per la persona con disabilità

Il diritto alla libera scelta per la persona con disabilità


La carenza dei servizi educativi e riabilitativi per la grave disabilità, è una problematica con un’origine culturale da rintracciare sul piano dell’
interpretazione della disabilità, ovvero del  significato che ha questa parola  per la maggior parte delle persone.

Spesso si pensa alla disabilità come a qualcosa da tenere a distanza di sicurezza dalla nostra sfera personale.  Si considera questo stato come risultante di un’ipotetica equazione, per la quale, se la disabilità viene immaginata come intrinsecamente triste, questo dovrà caratterizzare la vita delle persone disabili. Questa modalità di approccio fissa l’intera questione su un piano interpretativo legato al pregiudizio e non alla reale conoscenza del problema. 

La disabilità non è altro che il prodotto della difficoltà di interazione tra la persona e il suo ambiente di riferimento. Secondo questa interpretazione l’ambiente diventa il fattore che determina maggiormente la condizione debilitante della persona disabile. Un ambiente accogliente e privo di barriere architettoniche e culturali è funzionale al processo di autodeterminazione, inteso come diritto fondamentale, anche per una persona con disabilità in quanto le permette di fare scelte consapevoli.

Libertà di amare, di avere un lavoro, di muoversi, di viaggiare, di fare esperienze gratificanti e di scegliere il proprio percorso di vita.

Una persona su una carrozzina elettrica ci comunica un dato sensibile relativo alla sua condizione: noi siamo a conoscenza di un’informazione privata che va oltre la sua intenzione di metterci a conoscenza di questa. Sarà prima di tutto un disabile e solo in un secondo momento ci si accorgerà delle sue competenze o dei suoi limiti. È simpatico o no? È un individuo con il quale si potrebbero passare momenti arricchenti o con il quale ci si annoierebbe? Se lo si invitasse a cena riuscirebbe ad entrare in casa o andare in bagno?  

Resilient Disabled crede nella fondazione di un’educazione civica fondata sul diritto alla scelta per la persona disabile oltre il dato patologico. Non si intende negare il disagio derivato dalla condizione debilitante, ma si sottolinea quanto l’importanza  del vivere la quotidianità in un contesto motivante ed accogliente, possa migliorare la qualità della vita di chiunque, anche delle persone con disabilità congenita o acquisita, motoria e/o cognitiva. 

Praticare uno sport piuttosto che fare una vacanza, potere prendere un autobus o fare un lavoro gratificante, significa, per le persone con disabilità, essere artefici del proprio destino. In un ambiente strutturato in questo modo non esistono più i servizi per le persone disabili in quanto i servizi sono progettati per essere utilizzati da chiunque.

E in un mondo senza barriere ognuno riesce ad interagire con l’ambiente attuando scelte consapevoli.

In un mondo senza barriere esistono solo persone Resilienti, i disabili non esistono più. Il servizio con Resilient è sostenibile, riabilitativo e senza costi aggiuntivi per il Sistema Sanitario Nazionale.

Resilient Disabled: il futuro è di tutti

Resilient disabled, attività riabilitative

 

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